Tutela paesaggistica

Veduta del delta del PoLe autorizzazioni paesaggistiche

I procedimenti autorizzativi riguardanti gli interventi su aree e immobili sottoposti alle disposizioni di tutela del paesaggio sono stati attribuiti alle regioni nel 1977 e nel 1985, supportati per quanto attiene il Veneto, dalla legge regionale 63/1994.
Ne consegue che i soggetti legittimati ad emanare l’autorizzazione sono la regione e gli enti locali da essa delegati, ai quali vanno inoltrati i progetti corredati della relazione paesaggistica. Tali enti rilasciano le autorizzazioni secondo le disposizioni dell'articolo 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio , che prevedono l'intervento della Soprintendenza in via preventiva e non più successiva, come accadeva in passato, tramite la formulazione di un apposito parere trasmesso all'amministrazione competente per l'autorizzazione paesaggistica.

Scorcio dell'altopiano di Asiago

Accertamento di compatibilità paesaggistica

Il codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina, alla parte quarta, la materia relativa alle sanzioni amministrative e penali afferenti le opere eseguite in assenza di autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa, opere che in alcuni specifici casi possono essere regolarizzate attraverso il procedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica.

Il testo attualmente vigente del codice dei beni culturali e del paesaggio, in relazione alle opere realizzate in assenza dell’autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa, stabilisce, all’articolo 146, il divieto di rilascio di autorizzazione paesaggistica in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi.
Gli unici casi per i quali rimane possibile derogare a tale divieto sono quelli elencati all’articolo 182, comma 3-bis e cioè per i procedimenti di domande di sanatoria presentate entro il 30 aprile 2004; quelli elencati al comma 3-ter e cioè i procedimenti di domande di sanatoria presentate nei termini previsti dall’articolo 1, commi 37 e 39 della legge 15 dicembre 2004, n. 308, ovvero entro il 31 gennaio 2005 per opere realizzate entro il 30 settembre 2004.

Al di fuori di tali casi il codice dei beni culturali e del paesaggio con le successive modifiche ed integrazioni stabilisce le modalità procedurali e le categorie di opere che possono essere assoggettate ad accertamento di compatibilità paesaggistica, provvedimento che non costituisce o sostituisce autorizzazione paesaggistica in sanatoria, ma consente di regolarizzare sotto il profilo amministrativo e penale gli interventi eseguiti in assenza/difformità dall’autorizzazione paesaggistica.

I casi sono i seguenti:

  • lavori realizzati in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumenti di quelli legittimamente realizzati;
  • impiego di materiali in difformità dall’autorizzazione paesaggistica;
  • lavori comunque configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria ai sensi dell’articolo 3 del decreto 6 giugno 2001, n. 380 recante “testo unico dell’edilizia”.

Veduta del lago di Garda da Albisano

Attualmente è possibile ottenere l’accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell’articolo 1, commi 37 e 39 della legge 15 dicembre 2004, n. 308 per i procedimenti non ancora conclusi ed inerenti lavori compiuti su beni paesaggistici entro e non oltre il 30.09.2004, per i quali è stata presentata domanda all’autorità preposta alla gestione del vincolo paesaggistico entro il 31.01.2005 .

In Veneto le autorità preposte alla tutela del vincolo paesaggistico competenti ad accertare la compatibilità paesaggistica, entro il termine di 180 giorni dalla domanda e previa acquisizione del parere vincolante della soprintendenza, alle quali va formulata la relativa domanda, sono i comuni. Ad essi la regione, con legge regionale 31 ottobre 1994 n. 63 con successive modifiche ed integrazioni, ha delegato la quasi totalità delle funzioni concernenti la materia dei beni paesaggistici.


In tutti i casi per i quali sia stata accertata la compatibilità paesaggistica, il trasgressore è tenuto al pagamento di una sanzione pecuniaria determinata sulla base di una perizia di stima dall’autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. Qualora la domanda di accertamento sia stata presentata ai sensi dell’articolo 181, comma 1-quater, e l’esito sia favorevole, non si applicano le sanzioni penali stabilite dalla normativa vigente.

Al di fuori delle categorie di opere sopra citate e in caso di rigetto della domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica, il trasgressore è tenuto alla rimessa in pristino dello stato precedente le opere di trasformazione.