Norme di protezione dei beni culturali

Arca di Cansignorio in VeronaGli articoli da 55 a 62 del codice dei beni culturali e del paesaggio disciplinano l'autorizzazione e le modalità di alienazione dei beni di valore culturale.

Autorizzazione all'alienazione

I beni immobili e mobili di interesse culturale in possesso ad enti pubblici o persone giuridiche senza fine di lucro, anche se sottoposti a differente regime vincolistico (vedi individuazione dei beni culturali) non possono essere alienati fino a quando non viene effettuata la verifica di interesse prevista dall'articolo 12 del decreto sopraindicato; fatti salvi i trasferimenti tra Stato, regioni ed altri enti pubblici territoriali.

Successivamente alla verifica e confermata l’appartenenza dei beni al patrimonio culturale – inventariati per quanto riguarda gli enti territoriali, in uno specifico demanio pubblico – questi possono essere alienati solo previa autorizzazione ministeriale, da richiedere alla soprintendenza competente per territorio. Ciò è necessario anche in caso di permuta e per tutti quei negozi giuridici quali l'alienazione, la costituzione di pegno o di ipoteca.

L’autorizzazione non è invece prevista per i trasferimenti a qualsiasi titolo in favore dello Stato.


Requisito fondamentale per il rilascio dell’autorizzazione è che dall’alienazione del bene culturale non derivi un danno alla sua conservazione o al pubblico godimento di esso, valutandosi in particolare la destinazione d’uso e gli interventi conservativi necessari. Inoltre, per i beni culturali demaniali l’alienazione prospettata deve garantire anche la fruizione pubblica e la valorizzazione dei beni, dovendosi quindi indicare nella richiesta gli obiettivi perseguiti a tal fine, tranne nell’ipotesi di immobili già adibiti ad uso commerciale o abitativo.

La procedura relativa all’autorizzazione segue le prescrizioni dettate dagli articoli da 55 a 58 del codice dei beni culturali e del paesaggio ed è di competenza della direzione regionale che decide dopo avere sentito la soprintendenza di settore. L’istanza deve essere corredata da idonea documentazione, comprensiva dell’estratto di mappa, con l’indicazione delle particelle oggetto di compravendita, della documentazione fotografica relativa agli esterni e agli interni, della destinazione d’uso in atto e del programma degli interventi conservativi necessari. Dove occorrente, è altresì richiesta la descrizione della destinazione d’uso futura e degli obiettivi di valorizzazione perseguiti attraverso l’alienazione.

L’autorizzazione all’alienazione non elimina comunque l’obbligo di denunciare prontamente la stessa al ministero, una volta perfezionatasi (vedi paragrafo seguente).

L’alienazione effettuata senza la prescritta autorizzazione è punita in maniera uguale alla mancata o ritardata denuncia del trasferimento di un bene culturale, ai sensi dell’articolo 173 del codice dei beni culturali e del paesaggio e anche in questo caso l’atto di trasferimento non autorizzato è inoltre colpito da nullità, al pari dell’atto di trasferimento non denunciato.

Denuncia di alienazione

Ai sensi degli articoli 59 e seguenti del codice dei beni culturali e del paesaggio, i trasferimenti della proprietà, o anche della sola detenzione (ma in questo caso solo per i beni mobili, in base alla modifica al codice apportata dal d.l. 70/2011), di beni culturali dichiarati di importante interesse devono essere denunciati al ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, entro trenta giorni decorrenti dalla stipula dell’atto di alienazione o dalla sua emanazione (nel caso, ad esempio, di trasferimento avvenuto nella ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare) ovvero, nell’ipotesi di successione, secondo quanto sotto specificato.

Devono essere denunciate tutte le alienazioni che producono il trasferimento totale o parziale dei beni, sia a titolo oneroso che gratuito. Nel caso di atto di trasferimento a titolo oneroso (ad esempio compravendita, permuta, cessione in pagamento, conferimento in società) la legge dà facoltà al ministero di sostituirsi all’acquirente (diritto di prelazione) e acquistare il bene al medesimo prezzo fissato nell'atto, entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della denuncia dell’avvenuta alienazione.

Il diritto di prelazione può essere esercitato anche dalla regione, dalla provincia e dal comune nel cui territorio si trova il bene oggetto del trasferimento, provvedendo a determinare le specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene. In pendenza del termine previsto per l’esercizio del diritto di prelazione, l'atto di alienazione è inefficace, in quanto soggetto a condizione sospensiva, e all'alienante è vietato effettuare la consegna dell'immobile.

L’onere della denuncia grava:

  • in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito sull'alienante (ad esempio il venditore o il donante) oppure, se avviene solo un trasferimento della detenzione, sul cedente la detenzione;
  • sull'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
  • sull'erede o sul legatario, in caso di successione a causa di morte (in tali ipotesi, per l'erede, il termine decorre dall'accettazione dell'eredità o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari; per il legatario, il termine decorre dalla comunicazione notarile prevista dall'articolo 623 del codice civile salva rinuncia ai sensi delle disposizioni del codice medesimo)

La denuncia, in carta semplice, deve essere sottoscritta dalle parti interessate, perciò anche dall’acquirente, e va presentata alla competente soprintendenza del luogo ove si trovano i beni. Essa deve contenere le indicazioni stabilite dall'articolo 59 del codice dei beni culturali e del paesaggio. (facsimile in modulistica)

A carico di chiunque, essendovi tenuto, non presenti nei termini la suddetta denuncia sono previste sanzioni penali estese anche nei confronti dell'alienante qualora, in caso di alienazione soggetta al diritto di prelazione, effettui la consegna del bene in pendenza del termine previsto per l'esercizio della prelazione (60 giorni). L'articolo 173 del codice dei beni culturali e del paesaggio stabilisce le sanzioni in caso di non ottemperanza delle disposizioni previste, mentre l'articolo 164 decreta che tutti gli atti giuridici, compiuti contro i divieti stabiliti dal codice o senza l'osservanza delle condizioni e modalità previste, sono dichiarati nulli.

Qualora la denuncia sia stata presentata tardivamente o risulti incompleta, se è prevista la prelazione, essa può essere esercitata nel termine di 180 giorni (anziché 60) decorrenti dal momento in cui il ministero ha ricevuto la denuncia tardiva o ha acquisito tutti gli elementi costitutivi della stessa.