Conservazione dei beni culturali

Particolare del Palazzo Barbaran da Porto in Vicenza

Il decreto legislativo 42/2004, codice dei beni culturali e del paesaggio, individua alcune forme di intervento sui beni culturali che sono vietate in termini assoluti: la distruzione, il danneggiamento e l'uso non compatibile con il carattere storico-artistico del bene recante pregiudizio alla sua conservazione.

Alla Soprintendenza è inoltre demandato il rilascio dell'autorizzazione per l'esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali previa presentazione di un progetto o di una descrizione tecnica delle attività proposte.

I beni culturali soggetti ad autorizzazione sono quelli per i quali sia stata eseguita con esito positivo la verifica di interesse o per i quali sia stato emesso un provvedimento di dichiarazione di interesse. (vedi individuazione dei beni culturali )

Per i lavori su beni culturali pubblici da eseguirsi a cura di amministrazioni dello stato, regioni, enti pubblici territoriali ed altri enti ed istituti pubblici è prevista la possibilità di esprimere l'autorizzazione attraverso accordi tra l'ente interessato e il Ministero.

Per l'esecuzione di opere complesse può essere attivata la procedura della conferenza dei servizi ai sensi dell'articolo14 e seguenti della legge 241/90, e s.m.i. nell'ambito della quale si giunge ad una intesa tra tutti gli enti interessati.
L'autorizzazione del soprintendente è rilasciata in quella sede.

La valutazione di impatto ambientale è un procedimento, di competenza del Ministero dell'ambiente, nel cui ambito la soprintendenza deve verificare se l'opera progettata sia compatibile con le esigenze di protezione dei beni culturali sui quali essa è destinata ad incidere.

Nelle situazioni di urgenza possono essere eseguiti gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato purché il proprietario dia immediata comunicazione alla soprintendenza seguendo le indicazioni dell'articolo 27 del codice dei beni culturali e del paesaggio .

Autorizzazione ai lavori

L’autorizzazione per gli interventi su beni culturali (vedi modulistica ) è richiesta dal proprietario del bene o dal tecnico indicato formalmente dal proprietario ed è rilasciata dal soprintendente entro 120 giorni dalla richiesta.
Tale termine è sospeso se la soprintendenza chiede chiarimenti o integrazioni progettuali oppure procede ad accertamenti di natura tecnica sul bene.

Qualora gli interventi edili relativi a beni tutelati richiedano un’autorizzazione edilizia nelle forme semplificate previste dalle vigenti disposizioni urbanistiche, il richiedente deve produrre al comune, all’atto della denuncia di inizio attività, la preventiva autorizzazione rilasciata dalla soprintendenza corredata dal relativo progetto.

Nei casi in cui si ricorra all’istituto della conferenza di servizi, l’autorizzazione viene formalizzata con dichiarazione motivata da acquisire al verbale della conferenza di servizi.

Nel caso di opere sottoposte per legge a valutazione di impatto ambientale l’autorizzazione viene espressa dal ministero in sede di concerto per la pronuncia di compatibilità ambientale sulla base del progetto definitivo.

Il Soprintendente ha facoltà di sospendere qualsiasi intervento sui beni culturali che sia eseguito senza autorizzazione o in difformità da essa. L'esercizio di tale potere cautelare, oltre alla inibizione di lavori non ancora iniziati, può estendersi anche nei confronti di cose che non siano state ancora sottoposte a tutela ma che a giudizio del soprintendente abbiano le caratteristiche per esserlo.
In tale ipotesi tuttavia è prevista la revoca dell'ordine del Soprintendente, qualora non venga comunicato al destinatario del provvedimento l'avvio del procedimento di verifica o di dichiarazione di interesse previsti dal codice.

Pubblicità

L’articolo 49 del codice dei beni culturali e del paesaggio vieta la collocazione o l’affissione di cartelli o di altri mezzi di pubblicità su edifici o in aree tutelate come beni culturali.
Il medesimo articolo attribuisce tuttavia alla soprintendenza la facoltà di autorizzare la
collocazione o l’affissione di manufatti pubblicitari, purché non ne derivi danno all’aspetto, al decoro e alla pubblica fruizione di detti edifici o aree.
L'autorizzazione rilasciata deve essere poi trasmessa, a cura degli interessati, agli altri enti competenti all'eventuale emanazione degli ulteriori atti abilitativi.

Anche lungo le strade o in prossimità di beni tutelati come culturali è fatto divieto di collocare mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale, previo parere della soprintendenza che deve valutare la compatibilità dei manufatti con l’aspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni vincolati.
Il suddetto articolo disciplina inoltre l’utilizzo a scopo pubblicitario delle coperture di ponteggi relativi ad interventi di restauro su edifici di interesse culturale o collocati in luoghi di interesse, che necessita di nulla osta della soprintendenza.

Toponomastica

La toponomastica, in quanto apparato strumentale sviluppatosi su tradizione orale, per la individuazione e definizione dei siti, è estranea al sistema normativo della tutela, ancorché caratterizzata da valenze storico-sociali soprattutto in termini di radicamento delle comunità locali sui relativi territori.

Tuttavia, fin dagli anni venti del secolo scorso, il legislatore, con disposizione tuttora vigente ha ritenuto di dover comunque assoggettare ad autorizzazione statale il mutamento del nome delle vecchie strade e piazze comunali, riconoscendo così alla toponomastica urbana valore in quanto strumento di conoscenza dei luoghi.
Per il perseguimento di tale finalità la specifica competenza al rilascio della predetta autorizzazione è stata assegnata al ministero per i beni e le attività culturali.

La ratio di tale disposizione è evidente: essa è posta a presidio della memoria storica dei luoghi e a questa amministrazione è affidata la cura degli interessi pubblici caratterizzati da maggiore affinità con quelli protetti dalla norma in argomento.